Yogurt sulla stufa
30 Gennaio, 2008 di cielomiomarito
E così ci ho provato! Non è l’ OpenWarm originale e non ha nemmeno il fiocchetto azzurro, ma è da lì che sono partita per provare a fare lo yogurt senza l’ausilio della yogurtiera.
Il mio problema è che la yogurtiera Girmi, bellissima a vedersi, per nulla costosa e
con i bei vasetti a goccia che da soli invogliano a yogurtare, ebbene, in quella yogurtiera non ci stanno contenitori più alti di 7/8 centimetri e a me serve che ci stia magari una terrina per poter produrre lo yogurt stranghistò che consumiamo in quantità industriale. Ecco l’idea: disponendo di una stufa a pellet che provvede al riscaldamento domestico, essendo questa stufa provvista di una sorta di “frontalino” che emana calore, ho pensato di appoggiarci un contenitore di vetro da un litro, frapponendo tra il medesimo e il metallo della stufa un tovagliolo più volte ripiegato, in modo da non esporre lo yogurt al calore diretto, che ho ritenuto essere eccessivo. Ho poi capovolto una pentola e inserito tra questa e il tovagliolo la sonda del termometro per alimenti dell’Ikea puntato su un massimo di 46° (non si sono mai superati i 43°),
ho quindi atteso le canoniche 9 ore, poi ho sollevato la pentola, dato un colpetto al contenitore e, meraviglia! Il latte era fermentato! Sulla superficie si è formata una sotile pellicola che attribuisco al fatto che la sonda del termometro, sollevando la pentola, ha forse permesso il passaggio dell’aria.All’assaggio lo yogurt è risultato più acido del solito e alla prova cucchiaino mi è parso meno compatto, ma di cremosità più che sufficiente.

Mi piace il tuo spirito sperimentatore!! Complimenti, Elga
Da piccola desideravo tanto il “Piccolo chimico” ma non me lo hanno mai regalato… sfogo l’antica frustrazione come posso
Il bello di avere tanti fratelli: il “Piccolo chimico” c’era a casa, il vero problema era riuscire a prenderlo prima degli altri
Prima o poi mi mangerò il video a forza di guardare le tue foto. Un abbraccio (H.)
E io mi mangerò la tastiera a forza di leggere i tuoi (splendiderrimi) post